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OPERA CINETICA_ La storia del percorso operativo di Rossella Baccolini è il risultato di uno viaggio concettuale verso lidi assolutamente ignoti, dove l'unico elemento certo è la concretezza dei materiali con i quali ha sempre creato opere personalissime che vivono immersi in una totale libertà. L'espressione artistica dell'autrice dell'opera non si riconduce ad una mera realtà, vista e percepita, ma si propone essa stessa come realtà che estrinseca un alto contenuto simbolico legato al "corpo" dell'idea della propria arte. L'autrice dell'istallazione, Rossella Baccolini, affida le sue capacità espressive non solamente alle tecniche tradizionali ma anche a materiali poveri e riciclati, l'importante è che il suo pensiero sia in qualche modo espresso e materializzato attraverso la tecnica del mosaico. Niente del suo lavoro viene lasciato al caso e all'improvvisazione, ogni piccola parte dell'istallazione viene studiata e rifinita nei suoi minimi dettagli, il risultato finale è quello di un'opera aperta e dinamica. Sotto un tale aspetto l'opera si connette alla moderna contemporaneità con un risultato estremamente profondo e sottile che indica con la massima chiarezza il legame strettissimo esistente tra idea e progetto, tra esecuzione e risultato estetico. La staticità dei manichini realizzati a mosaico tecnica mista [smalto -- vetro -- marmo] si oppone alle irregolari evoluzioni delle corde intrecciate di tasselli di vetro sospeso dove il movimento è dato dallo spostamento dello spettatore di questi veri e propri "oggetti che si lasciano muovere", che acquistano particolari caratteristiche e che rispondono alle sollecitazioni dovute all'espansione dinamica della forma e del colore, delle ombre e dei riflessi; il tutto avviene all'interno di uno spazio in cui il segno plastico cattura lo sguardo dell'osservatore e lo conduce nei meandri del proprio trascorso culturale ed emotivo. La proiezione in diretta delle immagini catturate dallo spettatore interattivo genera giochi di luce e ombre sulle pareti che appaiono come schermi capaci di proiettare all'infinito il campo visivo della stessa installazione. In questo senso, la mediazione della videocamera accompagnata da una colonna sonora originale realizzata dagli autori Brian Soldati e Stefano Soldati, permettono allo spettatore di apprezzare l'opera d'arte cinetica come una comune visione del mondo e delle cose dal proprio punto di vista. L'oggetto modifica il soggetto, ma questo così come la realtà esterna all'opera d'arte, non solo non subiscono passivamente l'oggetto, ma lo possono continuamente modificare. Una video-installazione dell'installazione aperta ed elastica, nella quale il moto illusorio e ottico è ottenuto tramite effetti di luce, mentre il ritmo, che idealmente può anche ripetersi all'infinito, è direttamente proporzionale al coinvolgimento psicologico dello spettatore. Stimolare la percezione visiva e renderla attiva, questo il fondamento dell'opera d'arte classificabile come cine-visuale in cui la materia sembra portata alla sua tensione massima e dove si vuol sperimentare la capacità di interazione di un ambiente [fragile] con l'uomo e le sue reazioni a tale ambiente. In questo caso lo spettatore, ispirato dalla visione del video, interviene non come semplice osservatore, ma come strumento che causa la reazione: il fruitore si muove nello spazio ed interagisce con gli elementi che lo circondano, attivandoli, cercando di controllare la proprie emozioni. Le operazioni arrivano così a lambire le poetiche della performance.

Upload Date : 2008-11-01
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Tags : videoarte